Primo Convegno Nazionale sugli Spazi Confinati

I Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati

Davanti a una platea di oltre 200 partecipanti si è tenuto lo scorso 26 ottobre 2011 presso il Politecnico di Milano, nell’ambito della Campagna Nazionale promossa dall’Agenzia Europea di Bilbao, il Primo Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati. L’evento, svoltosi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stato patrocinato da molti Enti e Organizzazioni, tra cui il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e l’American Society of Safety Engineer.

Davanti a una platea di oltre 200 partecipanti si è tenuto lo scorso 26 ottobre presso il Politecnico di Milano, nell’ambito della Campagna Nazionale promossa dall’Agenzia Europea di Bilbao, il Primo Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati. L’evento, svoltosi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stato patrocinato da molti Enti e Organizzazioni, tra cui il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e l’American Society of Safety Engineer.

I relatori intervenuti, oltre a fornire utili indicazioni sulle previsioni del D.P.R.14/09/2011 Regolamento per la qualificazione delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dell’art.6 comma 8, lettera g) del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81 e successive modificazioni, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, hanno analizzato casi operativi attraverso esempi pratici illustrando possibili procedure operativa.

Nel corso dei lavori, è stato più volte sottolineato come gli incidenti evidenzino, oltre ad una strutturale carenza di formazione e addestramento, anche una completa mancanza di programmazione degli interventi di soccorso che ha molto spesso portato l’incidente iniziale a concatenare, attraverso l’improvvisato intervento attuato dai colleghi di lavoro non adeguatamente attrezzati e privi delle più elementari conoscenze a riguardo, impossibili azioni si salvataggio che, di fatto, si sono purtroppo tradotte solamente in un incremento del numero delle vittime.

La costatazione che le prescrizioni e gli obblighi di tutela della salute e sicurezza nell’eliminazione o riduzione dei possibili rischi legati all’interferenza delle lavorazioni associati alle attività dirette o terziarizzate che prevedono lavori in spazi confinati, sono per lo più disattesi, rende necessario poter fornire indicazioni operative immediatamente applicative che consentano un’uniforme applicazione normativa e, al contempo, una maggiore attenzione da parte di tutti gli operatori verso tali obblighi. Dal palco è stata inviata la sollecitazione agli organismi di normazione affinché si proceda in tempi rapidi alla costituzione di uno specifico gruppo di lavoro che possa elaborare uno standard tecnico applicabile (analogo alle OSHA 29 CFR 1910.146 Permit-Required Confined Spaces oppure le ANSI/ASSE Z117.1-2009 Safety Requirements for Confined Spaces) giungendo contestualmente a una definizione precisa e univoca di spazio confinato e alla specifica cartellonistica di ammonimento, oltre alla definizione dei contenuti minimi di formazione necessaria per qualificare le imprese e gli addetti che operano in tali contesti. A riguardo uno specifico riferimento è alle norme UNI applicabili (es. UNI 10149-2008 “Manutenzione – Criteri per la formulazione e gestione del permesso di lavoro”; UNI 10146-2007 “Criteri per la formulazione di un contratto per la fornitura di servizi finalizzati alla manutenzione”; UNI 11414-2011 “Manutenzione – Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione”, UNI 11420 “Manutenzione – Qualifica del personale di manutenzione”, ecc.).

Considerato che lo scopo del Convegno era di creare le condizioni perché si possa raccogliere e condividere l’esperienza di chiunque sia portatore di reali conoscenze e interesse, in modo da poter identificare azioni efficaci e procedure operative da condividere e sviluppare grazie alla collaborazione di tutti, si può dire che è stato raggiunto. Infatti, per evitare che in futuro si ripeta questo tipo d’incidenti, affermata sia l’importanza del DUVRI come documento che formalizza l’attività di cooperazione, coordinamento e informazione reciproca delle imprese coinvolte in un appalto, sia la necessità di verificare che la catena degli appalti e subappalti non porti aziende o artigiani a operare in attività per le quali non sono né preparati né attrezzati, si è affermato che la questione è una sola: bisogna eseguire un’approfondita e corretta valutazione dei rischi, un addestramento efficace, prevedere l’impiego di attrezzature idonee e pianificare sia le attività ordinarie sia gli scenari di emergenza, codificando le operazioni da porre in essere.

Oltre a quanto sopra, come da tempo sottolineato da tutta la comunità scientifica internazionale, è anche necessario realizzare interventi che tendano a neutralizzare o a ridurre al minimo il verificarsi di comportamenti caratterizzati da inosservanza di norme operative o regolamentari, o dal porre in essere comportamenti non conformi alle comuni pratiche di sicurezza. Questo considerato che, nel determinismo degli infortuni e delle malattie professionali, il fattore umano occupa una posizione di preminenza su tutti gli altri fattori: esso presenta, infatti, molte variabili e ancora di più se ne possono prevedere per le varie combinazioni possibili. La sicurezza basata sui comportamenti (Behavior-Based Safety) supera la visione classica della gestione della sicurezza basata principalmente sulla sola analisi dei rischi e sul ricorso acritico a generici concetti di formazione, comunicazione e informazione, spostando l’attenzione di tutta l’organizzazione verso la condivisione diffusa dei “valori” della sicurezza intesi come specifici comportamenti verbali tra lavoratori e verso l’attivazione di “comportamenti” di sicurezza misurati su parametri oggettivi come frequenza, latenza, durata, intensità, ampiezza e completezza delle azioni dei singoli. Le prossime iniziative che saranno avviate dallo Staff di www.spazioconfinato.it, sapranno certamente dare soddisfazione alle numerose richieste giunte dai partecipanti al Convegno.

La manifestazione rientra nell’ambito delle attività proposte per la settimana europea della sicurezza che, per il biennio 2010/11, ha come tema la sicurezza nelle attività di manutenzione e tra le attività segnalate nell’ambito dell’ Azione Europea sulla Droga (EAD).

L’evento è anche segnalato sul sito dell’American Society of Safety Engineer ASSE.

I relatori del convegno e le loro presentazioni

Ing. Adriano Paolo Bacchetta – Spazioconfinato.it

Attività negli spazi confinati: normativa, riferimenti tecnici e BAT

Gianadrea Gino – Direttivo Nazionale AIDII (Associazione Italiana degli Igienisti Industriali) Igienista industriale certificato ICFP (Accreditato Accredia) Qualificato R-SPP – Sicurezza Cantieri C.T. & Perito Tribunale Mi

Luca Boldrini – Coord. Gruppo Tecnico D1 – DPI AIAS/ AIDII Qualificato R-SPP – Sicurezza Cantieri

Irene Giordani – EHSirt s.r.l. Milano

Sicurezza nei luoghi confinati nelle attività di trattamento delle acque reflue: strumenti gestionali ed operativi per la prevenzione degli incidenti

Salvatore Campobello – Comitato Elettrotecnico Italiano

I rischi connessi alle attività negli spazi confinati

Ing. Carmelo Giuseppe Catanoso – Libero professionista

Checklist per l’accesso ed il lavoro in sicurezza negli spazi confinati

Ing. Luciano Di Donato – Dipartimento Tecnologie di Sicurezza INAIL EX ISPESEL

Anteprima dei contenuti del DPR 14-09-2011 e del manuale per i lavori in sicurezza negli ambienti confinati

Dott.ssa Patrizia Ferdenzi – Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro – AUSL Reggio Emilia – Gruppo Regionale Emilia-Romagna “Ambienti Confinati”

La prevenzione del rischio negli ambienti confinati: istruzioni operative e programmazione della attività di vigilanza nella Provincia di Reggio Emilia

Ing. Antonio Fucile – Libero professionista

Serbatoi fissi e Cisterne mobili: spunti e suggerimenti operativi

Ing. Giovanni Gambino – Libero professionista

Conoscere, valutare, gestire i rischi negli “spazi confinati” per non lavorare in un “buco nero”

Dott.ssa Maria Giovannone – Direttore scientifico ANMIL Sicurezza

La qualificazione delle imprese e la prospettiva della certificazione dei modelli organizzativi negli spazi confinati

Ing. Saverio Pappagallo – Regione Lombardia ASL Milano

Attività lavorative in spazi confinati negli impianti termovalorizzatori: esperienza acquisita dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro della ASL di Milano

Ing. Vincenzo Raneri – Libero professionista

Una procedura di accesso in impianto di depurazione sotterraneo

Massimo Rognoni – MTA Consulting Srl

Formazione secondo gli standard internazionali dell’Industrial Rope Access Trade Association (IRATA)

Ing. Simone Sacco – Marsh Italia – CINEAS

Spazi confinati e implicazioni del D.Lgs 231/2001

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