Il rischio associato alla presenza di liquami negli allevamenti di animali

Sono molti gli incidenti, con esiti fatali, legati alle attività in allevamenti di animali a causa della presenza di di gas altamente tossici all’interno di liquami e letami. Howard J. Doss, Howard L. Person and William McLeod della Michigan State University Extension, in un articolo dal titolo Beware of Manure Pit Hazards, evidenziano infatti che i quattro gas principali prodotti dalla decomposizione dei liquami: idrogeno solforato, metano, ammoniaca e diossido di carbonio, possono, in alte concentrazioni, rappresentare una minaccia per la salute degli esseri umani e dello stesso bestiame (vedi Tabella 1). La produzione di H2S (Idrogeno Solforato) nel letame è dovuta alla presenza di zolfo e di batteri in quantità tale da trasformarlo in un ambiente anaerobico.

L’H2S è considerato il più pericoloso dei gas che possono formarsi nelle vasche con liquami perché è altamente tossico e può svilupparsi rapidamente durante le fasi di agitazione e pompaggio. Il liquame non mescolato meccanicamente, tende a separarsi in tre strati distinti: schiuma o feccia sulla superficie, uno strato acquoso e un fango che si deposita sul fondo della vasca di contenimento. A causa della sua bassa solubilità in acqua, gran parte del gas resta intrappolato nelle bolle della schiuma surnatante; l’agitazione del liquido può rilasciare H2S, la cui concentrazione può essere letale negli ambienti confinati. L’azione di pompaggio crea una tremenda turbolenza con il conseguente rilascio di gas in soluzione. Alte concentrazioni di idrogeno solforato possono saturare rapidamente i recettori olfattivi, facendo percepire l’odore di gas.

Sono state rilevate situazioni critiche in cui un’intossicazione in un allevamento intensivo si è rivelata mortale sia per gli animali che gli allevatori: per esempio, nel caso di animali stabulati all’interno di ambienti con un’alta concentrazione di  idrogeno solforato o nel caso in cui il personale sia sceso in fosse o vasconi dove era stato stoccato del liquame. Un aspetto particolarmente drammatico di questo tipo d’incidente, è che spesso restano coinvolte più persone perché la prima persona intossicata viene soccorsa all’interno delle vasche da altre persone,  non equipaggiate con autorespiratori, che rimangono a loro volta vittime di una intossicazione mortale.

Per avere un’indicazione quantitativa sulle concentrazioni di idrogeno solforato che possono essere generate dalla putrefazione delle feci, sono state eseguite delle rilevazioni in alcuni stoccaggi di liquami di allevamenti suini, in particolare all’interno di un vascone di contenimento delle feci, in  un punto dove verosimilmente il conduttore dell’allevamento sarebbe potuto intervenire. I valori rilevati sono stati di 2.000 ppm. In un secondo allevamento suinicolo, l’esame delle concentrazioni presenti al di sotto del telo, nel gas che veniva convogliato alla combustione, ha registrato valori di 2.500 ppm. Si tratta di valori talmente elevati da condurre a morte istantaneamente chiunque non sia protetto adeguatamente.

Fatti di cronaca indicano, per esempio, che una persona di una ditta specializzata nello spurgo di pozzi neri che doveva intervenire per disostruire il condotto del pozzetto di una porcilaia, si è trovata sopraffatta dai liquami e si è sentita male. A quel punto un veterinario dell’allevamento è sceso nel pozzetto in suo aiuto, rimandando anch’egli intossicato mortalmente.

E’ evidente come dai liquami si possano sviluppare diversi gas pericolosi, tra i quali l’H2S e il biogas prodotto da digestione anaerobica (composizione tipica Metano 50-75%, Anidride carbonica 25-45%, Idrogeno1-10%, Azoto 0,5-3,0%, Monossido di carbonio 0,10%, Idrogeno solforato 0,02-0,2%, Acqua in saturazione con un potere Calorifico Inferiore (P.C.I.)18,8 -21,6 MJ/Nm3) entrambi infiammabili. Pertanto, non è difficile immaginare come, in caso di attività svolte con insufficienti precauzioni, si possano generare incidenti anche molto gravi, se non addirittura mortali.

Per questo motivo tra i vari adempimenti previsti dal D.P.R. 177/2011, la possibilità di predisporre adeguate procedure operative, rappresenta certamente il punto cruciale dell’intero sistema di prevenzione per chi opera in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, come possono essere le vasche di un allevamento per la raccolta di liquami e letami. Poter elaborare un documento con una descrizione sintetica delle attività da eseguire, le modalità e la sequenza logica per attuare ogni singola fase, significa aver già svolto unprocesso di analisi e valutazione delle operazioni e dei rischi associati alle attività previste. La  stesura delle procedure deve prevedere il coinvolgimento degli operatori direttamente coinvolti nelle attività poiché conoscono, meglio di chiunque altro, le attività e gli eventuali punti critici, ma anche di soggetti adeguatamente preparati che siano a loro volta consapevoli dei processi lavorativi e delle problematiche relative. E’ bene inoltre disporre, come indicato nel Decreto, di tutte le informazioni relative alle sostanze presenti negli ambienti in cui si andrà ad operare, al fine di individuare tutte le misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza degli addetti.

Come nei casi descritti sopra, si sono verificati numerosi infortuni mortali riconducibili all’esposizione a H2S. Questo gas tossico è in grado di causare paralisi olfattiva e perdita improvvisa di coscienza della vittima che, in questi casi, ha poche possibilità di sopravvivere. Inoltre, la dinamica degli eventi evidenzia una sequenza che tende a ripetersi: il primo lavoratore che accede a questo genere di spazi confinati perde conoscenza, a seguire, intervengono in suo soccorso i colleghi presenti, spesso senza precauzioni adeguate, rimanendo a loro volta intossicati anche a livello mortale.

Nella gestione dei reflui da allevamenti di animali si possono sviluppare gas pericolosi e tossici che possono causare indicenti molto gravi o letali per gli operatori. È quindi evidente che devono essere studiate specifiche misure di prevenzione che consentano, fin dalla fase di costruzione o ammodernamento delle strutture, di adottare le migliori soluzioni disponibili per limitare al minimo i rischi. In particolare, sarebbe opportuno che le stalle di nuova costruzione siano progettate con le vasche di deiezioni esterne alla stalla e dotate di saracinesche in modo da poter bloccare il passaggio fra le vasche e la stalla durante le operazioni di agitazione dei liquami. Le periodiche operazioni di svuotamento delle vasche interne dovrebbero essere eseguite cercando di causare la minore agitazione possibile del liquame, ventilando abbondantemente la stalla e, dove possibile, facendo uscire, prima dell’operazione, gli animali stabulati. Inoltre, ogni operazione che comporti l’ingresso di uomini in vasche contenenti liquami, va eseguita con le dovute cautele, rispettando quanto previsto dalla legislazione vigente. Nessuno deve calarsi nelle vasche se non dopo aver eseguito la bonifica dell’atmosfera interna (da valutarsi con apposito strumento di rilevazione), verificato la presenza di un’idonea ventilazione e indossato idonei Dispositivi di Protezione Personale (DPI). Si Tratta di  considerazioni di base che dovrebbero far parte di un più ampio processo di valutazione dei rischi da affidare a personale competente in materia.

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