Il DPR 177/2011 e il settore della Green Energy: gli aerogeneratori onshore

All’interno degli spazi confinati, una particolare riflessione meritano gli aerogeneratori o WTG (Wind Turbine Generator), costituiti da una navicella posta in quota, agganciata a un pilone di sostegno (torre), con all’interno un generatore di corrente. Stiamo parlando delle strutture che costituisco gli impianti eolici, particolarmente diffusi nel Sud Italia (5645 impianti, di cui 1180  da 20 a 200 kW in Basilicata e il 24,8% del totale in Puglia, con 92 impianti sopra i 10MW) e destinati ad aumentare visto il crescente interesse verso la produzione di energia green. 

A livello internazionale, le navicelle degli aerogeneratori sono considerate come ambienti confinati in cui è possibile accedere solo se in possesso di uno specifico permesso di lavoro, mentre a livello nazionale non è chiaro se  questi ambienti rientrino o meno nel D.P.R. 177/2011, visto che si tratta di contesti diversi dai classici ambiti (es. serbatoi, fognature, vasche, ecc.) definiti come spazi confinati. Tuttavia, per alcuni operatori del settore i WTG sono luoghi che rientrano nel campo di applicazione del Decreto. E questo pone una serie di riflessioni, non solo in relazione alle misure di prevenzione e protezione da adottare quando si opera negli aerogeneratori onshore, ma anche rispetto agli adempimenti burocratici aggiuntivi a carico del committente, posti dal decreto.

Come nel caso di qualsiasi impianto, anche gli aerogeneratori onshore richiedono interventi di manutenzione programmati (quali lubrificazione, ingrassaggio, sostituzione di componenti usurate, verifiche e controlli, ecc..) e interventi non programmabili in seguito a guasti o malfunzionamenti, danneggiamento o rottura. Questi lavori sono eseguiti da personale altamente specializzato attraverso corsi di formazione che, tra l’altro, a livello mondiale sono certificati secondo gli standard previsti dal Global Wind Organisation (GWO). 

Interventi di soccorso in un parco eolico e in un aerogeneratore onshore

Particolarmente critica è la fase di soccorso all’interno di questi spazi. Per limitare gli incidenti, spesso mortali, sarebbe opportuno definire linee guida che regolamentino l’accesso ai parchi eolici – per lo più  ubicati in luoghi distanti dai centri abitati, con percorsi poco adatti ai normali mezzi di soccorso – o l’accesso all’aerogeneratore, tenendo conto anche delle condizioni meteo: individuare i limiti di velocità del vento entro i quali non è permesso nemmeno avvicinarsi alle pale. Un altro aspetto da non trascurare è dotare il personale di mezzi adeguati, sia per gli spostamenti (mezzi a trazione integrale per raggiungere anche i luoghi più impervi), sia per le comunicazioni (utilizzo di radio, telefoni satellitari o tecnologie di ultima generazione) e di dotare il parco di un’opportuna segnaletica interna (es. una visibile numerazione delle torri) ed esterna.

La conoscenza delle caratteristiche del territorio, delle distanze dai più vicini presidi quali Strutture di Pronto Soccorso e caserme dei Vigili del Fuoco, della funzionalità ed efficienza della rete di telefonia cellulare, sono informazioni necessarie per la corretta definizione di procedure operative e di gestione dell’emergenza in conformità a quanto disposto dal D.Lgs. 81/08 (in particolare negli articoli 15 e 17, 43 e 45).

Infatti, se già in situazioni normali il datore di lavoro deve preoccuparsi d’istituire un modello organizzativo aziendale, protocolli e procedure di sicurezza, quando si tratta di valutare la gestione di un’emergenza sanitaria nell’ambito di un parco eolico e, nello specifico in un WTG, le cose si complicano e di molto.

Organizzare delle simulazioni di soccorso dove sono presenti parchi eolici permette ai soccorritori di familiarizzare con l’ambiente del parco ma, soprattutto, con l’aerogeneratore e con l’attrezzatura utilizzata dagli operatori eolici. Gli scenari simulati sono molteplici: dal recupero di un ferito dall’area del mozzo dell’aerogeneratore con calata su corda dall’esterno della torre, al recupero dalla navicella con verticalizzazione della barella e passaggio all’interno della torre tra le botole intermedie della torre stessa. Va detto inoltre, che gli addetti del soccorso sanitario non accedono al WTG, ma attendono che l’infortunato venga portato al suolo dagli operatori del soccorso tecnico. Questo ovviamente influisce molto sui tempi d’intervento soprattutto in alcune condizioni, come nel caso di incidenti con trauma da sospensione o gravi problemi cardiaci. I Vigili del Fuoco, in vari casi oggetto di alcune prove condotte, hanno impiegato tra i 40 ed i 50 min. per raggiungere la base della torre e circa 60-75 min. per portare l’infortunato al suolo.

Considerato che le attività di manutenzione di un WTG si svolgono per lo più in quota e/o in sospensione, i datori di lavoro sono tenuti a sviluppare uno specifico piano di emergenza per soccorrere un lavoratore in sospensione inerte. L’obiettivo primario è che il lavoratore sia in grado di auto-salvarsi ma, se la risposta dei servizi di emergenza locali è superiore a 4-6 minuti (intervallo di tempo oltre il quale, se il cervello non riceve un corretto afflusso di sangue ossigenato, può causare danni irreversibili), l’azienda è tenuta ad addestrare i propri lavoratori ad effettuare le necessarie manovre di soccorso.

SOS nella torre e nella navicella degli aerogeneratori

Per quanto riguarda le attività di soccorso, i WTG possono essere suddivisi in due aree: la torre e la navicella. La torre contiene al proprio interno una scala verticale alla marinara, che consente l’accesso alla navicella e la scala sulla quale è installato un sistema anticaduta a fune guidata, che l’operatore deve collegare alla propria imbracatura. In alcune delle installazioni è però presente una scala con gabbia di protezione e, quindi, tra i vari scenari pianificati nel corso delle esercitazioni, è stato preso in considerazione anche il caso d’intervento per assistere un lavoratore rimasto incastrato nella gabbia di protezione.

La navicella, spesso descritta come una piccola stanza in quota, presenta spazi ridotti per le attività ordinarie e per le operazioni di emergenza; l’infortunato viene calato a terra utilizzando le aperture di accesso inferiori e superiori. Come per qualsiasi operazione di salvataggio, le priorità sono quelle di garantire la sicurezza del soccorritore e del paziente durante tutte le fasi del soccorso. Oltre a organizzare un salvataggio tempestivo, i gestori dei parchi eolici devono tener presente che i rischi presenti nei WTG sono specifici e, per questo, devono essere conosciuti dal personale dei servizi di soccorso nazionali, al fine di valutare procedure più efficaci per agevolare il loro intervento. Per questo vengono organizzati momenti di addestramento congiunto con le squadre di soccorso. La conoscenza dei luoghi,  è molto importante per definire dove posizionare i  punti di ancoraggio, quali attrezzature scegliere per l’evacuazione.

Le squadre di soccorso che operano nei parchi eolici, vengono addestrate alla protezione anticaduta, alla selezione dei sistemi di ancoraggio, all’utilizzo di attrezzature e alle manovre di primo soccorso come la rianimazione cardio polmonare (RCP) e l’utilizzo del Defibrillatore semi Automatico Esterno (DAE). E’ altresì importante pianificare con precisione le attività di soccorso, considerato che si opera in situazioni molto complesse e pericolose dove il personale addetto all’emergenza dev’essere in grado d’intervenire in tempi rapidi e con risorse qualificate, così da poter compiere la missione nel minor tempo possibile e senza errori.

Conclusioni

L’analisi critica delle condizioni operative nella gestione delle attività di manutenzione di parchi eolici e di sistemi di aerogeneratore, indica che i rischi principali si presentano quando i lavoratori sono all’interno della torre o nella navicella che si trova a una notevole distanza dal suolo.

Per agire in modo tempestivo ed efficace, sopratutto in situazioni di emergenza, è importante predisporre di procedure adeguate, partendo da un’attenta analisi del contesto reale in cui si opera, e disporre di  personale tecnico e di soccorso (come i Vigili del Fuoco) adeguatamente addestrato, attraverso corsi e simulazioni realistiche sul campo.

In sintesi, i principali aspetti da considerare per gestire al meglio una situazione di emergenza in un parco eolico e consentire l’evacuazione di un lavoratore infortunato da un WTG sono:

  1. Utilizzo di adeguati sistemi di evacuazione dell’infortunato dalla navicella o dalla torre in grado di garantire la sicurezza degli operatori della squadra di soccorso e dell’infortunato stesso.
  2. Addestramento all’utilizzo di tali attrezzature speciali e formazione appropriata dei lavoratori addetti alla squadra di soccorso del sito e degli operatori del servizio di soccorso nazionale.
  3. Arrivo rapido dei mezzi di soccorso (sanitario e tecnico), anche se il sito è isolato, che richiede un adeguato sistema di comunicazione e di geolocalizzazione del luogo stesso per consentire ai soccorritori di raggiungere l’infortunato nel minor tempo possibile.
  4. Disponibilità dell’elisoccorso, con squadre di soccorso appositamente addestrate, qualora il lavoratore sia ferito non possa essere portato alla base della torre o trasportato via terra.
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